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Orvieto Arte e monumenti - La Fortezza dell'Albornoz


Nella parte sinistra di Piazza Cahen sorge la Fortezza dell'Albornoz, fondata per ordine del Cardinale Albornoz, sotto l'ordine di Papa Innocenzo VI e su istruzione del condottiero ed ingegnere militare Ugolino di Montemarte.



In epoca etrusca, nell'area in cui sarebbe sorta la Rocca si ergeva un tempio detto, dagli archeologi, Augurale.

Nell'anno 1359 (1353?) il Cardinale Egidio Albornoz, legato di Papa Innocenzo VI e legato del Patrimonio, fece edificare la Rocca di S.Martino, presso S. Lorenzo delle Donne o delle Vigne, ossia presso il Camposanto.

Dopo la vittoria militare e diplomatica del Cardinale, i suoi Capitani e i suoi Vicari non si sentivano tranquilli senza strutture fortificate e fu decisa la costruzione di una rocca addossata alla Porta Postierla o Soliana, detta poi Porta Rocca, sul limite orientale della rupe.

L'anno dopo ne ebbe speciale incarico il Vicario della Chiesa, Angelo di Pietro dei Marchesi del Monte S.Maria: la Cronaca di Orvieto riferisce che il lavori iniziarono il 25 settembre 1364, a spese del Comune, e sotto la tutela del Conte Ugolino di Montemarte - architetto militare dell'Albornoz che vi fece le stesse "provvisioni" da lui fatte nel 1355 in quella di Ancona "la quale fu riputata e di habitazione nobil cosa fosse in Italia" - coadiuvato da Giordano del Monte degli Orsini, Capitano del Patrimonio (per l'occupazione dell'area necessaria, furono distrutti molti edifici importanti).

Di forma quadrilatera, con un palazzotto contiguo alla porta e alle strutture di servizio lungo le mura, la rocca era protetta da un fossato con due ponti levatoi.

Distrutta nel 1390 una nuova rocca fu ricostruita da Antonio da Carpi sul vecchio perimetro,con l'aggiunta di un rebellino circolare (1450-1452) e completata con la revisione di Bernardo Rossellino.

Nel 1395 la Rocca venne quasi del tutto spianata dai Beffati, Bonifacio IX e Martino V tentarono di ricostruirla, ma vi riusc´┐Ż Nicol´┐Ż V come riferiscono Novaes e Pio II: "Item Nicolaus arcem quoque in angulo civitatis construxit (1449) quae nondum perfecta est, custoditur tamen, nec facile oppugnari potest, rupibus altis et fossis munita profundis."

Quando Clemente VII ,dopo il saccheggio di Roma, alla fine del 1527 si rifugi´┐Ż ad Orvieto, affinch´┐Ż non mancasse acqua alla citt´┐Ż in caso d'assedio, fece scavare presso la rocca il notissimo pozzo artesiano detto di S. Patrizio (1528-1537).

Gi´┐Ż nella rocca trecentesca non si era sottovalutato il problema dell'approvvigionamento idrico, risolvendolo con una cisterna, perci´┐Ż Clemente VII ordin´┐Ż la costruzione di un altro pozzo ad uso esclusivo della rocca.

Della progettazione fu incaricato Antonio da Sangallo il Giovane, l'architetto che si stava occupando delle fortificazioni della rupe e che aveva gi´┐Ż fatto indagini metriche e sopraluoghi per localizzare le falde acquifere che sgorgavano ai piedi del masso tufaceo (una lapide posta di fronte all'ingresso meridionale ricorda il restauro del pozzo avvenuto nel 1712 a spese della Camera Apostolica, quand'era castellano della rocca Ludovico Lattanzi).

La fortezza fu completata da Paolo II e Urbano VIII (1620) e fu poi restaurata da Alessandro VII, come mostrano le loro armi sulla porta d'ingresso e la seguente iscrizione:
ALEXANDER VII. PONT. MAX. MARIUS CHISIUS S. R. E.CAP. GENERALIS ARCE VETUSTATE COLLABENTE REFECIT ODOARDO CYBO GUBERNATORE REPARATAE SECURITATIS MONUM.POS. URBEVETANA CIVITAS ANNO SAL. MDCLVIII SCIP. MANCINO CONF ET IO PAUL AUGERIO CONS

Distrutta in gran parte nel 1831, nel 1888 all'esterno le furono riempiti i fossati per i lavori della Funicolare: fu ridotta a pubblico giardino, al cui centro ´┐Ż stato edificato un Anfiteatro diurno per spettacoli (con gradinate e un ordine di palchi usato principalmente per le corse dei cavalli), dall'orvietano Francesco Ricchi.

Il 19 giugno 1882 furono celebrate nell'anfiteatro le onoranze funebri per Giuseppe Garibaldi a pochi giorni dalla sua morte.


Oggi ´┐Ż l'attuale sede del parco-giardino pubblico.




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